Dintorni

Brancaleone Superiore, luogo sospeso nel tempo

Brancaleone dista circa 60 km da Antonimina e ci vogliono circa 90 minuti per raggiungerlo Nel cuore della costa ionica calabrese, alle pendici dell’Aspromonte, si trova Brancaleone Superiore, un borgo antico abbandonato negli anni ’50 dopo una serie di devastanti alluvioni. Oggi, tra i suoi ruderi silenziosi, si respira un’atmosfera sospesa, dove la storia e la natura si intrecciano in un paesaggio di struggente bellezza. Visitare Brancaleone Superiore è un’esperienza unica, un viaggio nella memoria di un passato ancora vivo tra le pietre e i sentieri antichi. Le origini medievali Le prime tracce di Brancaleone risalgono al Medioevo, quando il borgo si sviluppò come centro fortificato per difendersi dalle incursioni saracene. Le case in pietra, le chiese e i resti delle mura testimoniano l’importanza strategica del luogo. Tra gli edifici più significativi spicca la Chiesa di Maria Santissima Annunziata, oggi parzialmente restaurata, che conserva ancora affreschi e dettagli architettonici di grande valore storico. Un progetto di rinascita Negli ultimi anni, Brancaleone Superiore è al centro di progetti di recupero e valorizzazione. Associazioni culturali e volontari si sono impegnati nella pulizia dei sentieri, nel restauro di alcune strutture e nell’organizzazione di eventi che riportano vita tra le sue antiche vie. Grazie a queste iniziative, il borgo sta diventando una meta affascinante per escursionisti, fotografi e appassionati di storia. La natura che avvolge il borgo Brancaleone Superiore è circondato da una natura rigogliosa e selvaggia. Gli itinerari escursionistici che si snodano tra uliveti, agrumeti e macchia mediterranea offrono panorami spettacolari sulla Costa dei Gelsomini. Durante la primavera, il borgo si riempie di colori e profumi, rendendo la visita ancora più suggestiva. Non è raro avvistare anche la fauna locale, come il falco pellegrino o il raro geco delle mura. Un’esperienza autentica Passeggiare per Brancaleone Superiore significa riscoprire il valore della lentezza e dell’autenticità. Non si tratta di un classico itinerario turistico, ma di un’esperienza immersiva tra storia, natura e silenzio. È il luogo ideale per chi desidera staccare dalla routine e lasciarsi sorprendere dalla forza evocativa dei luoghi dimenticati. Come arrivare Il borgo si raggiunge facilmente da Brancaleone Marina, in pochi minuti di auto o attraverso un breve sentiero panoramico. Si consiglia di visitarlo con scarpe comode e, per chi vuole approfondire la storia del luogo, di partecipare a una delle visite guidate organizzate dalle associazioni locali. Foto di copertina: © Comune di Brancaleone

Bivongi, un borgo tra storia e natura

Bivongi dista circa 60 km da Antonimina e ci vogliono circa 90 minuti Nascosto tra le colline verdi della Calabria ionica, questo piccolo centro rappresenta un gioiello ancora lontano dal turismo di massa. Situato nella Vallata dello Stilaro, in provincia di Reggio Calabria, il paese custodisce una storia millenaria fatta di spiritualità, tradizioni artigiane e un profondo legame con la natura. Passeggiare tra le sue stradine significa riscoprire un’atmosfera autentica, scandita da ritmi lenti e silenzi preziosi. La cascata del Marmarico e la natura della Vallata dello Stilaro Uno dei tesori più spettacolari del territorio è la Cascata del Marmarico, la più alta della Calabria e tra le più imponenti del Sud Italia. Con un salto di oltre 100 metri, le sue acque creano giochi di luce suggestivi, soprattutto in primavera e in estate. Per raggiungerla è possibile intraprendere un’escursione immersa nei boschi delle Serre. I sentieri regalano panorami indimenticabili e rendono l’area ideale per gli amanti del trekking e della natura incontaminata. Inoltre, è un punto di partenza ideale per esplorare il Parco Naturale Regionale delle Serre. Il Monastero di San Giovanni Theristis: spiritualità e storia La spiritualità caratterizza profondamente questo angolo della Calabria. A pochi chilometri dal centro abitato, immerso nella quiete della valle, sorge il Monastero di San Giovanni Theristis. Fondato intorno all’XI secolo da monaci basiliani, rappresenta uno dei più importanti esempi di architettura bizantina in Italia. Ancora oggi il monastero è un luogo di culto e raccoglimento, capace di trasmettere pace e contemplazione a chi lo visita. I sapori autentici del borgo calabrese Un viaggio in questo borgo ionico non può dirsi completo senza scoprire le sue eccellenze enogastronomiche. Il territorio è famoso per il vino rosso DOC “Bivongi”, espressione autentica del carattere calabrese. Le cantine locali, spesso a conduzione familiare, propongono degustazioni che includono anche salumi, formaggi e olio extravergine d’oliva. Non manca la tradizione della lavorazione del miele e delle conserve, tramandata di generazioni in generazione. Un luogo da vivere con lentezza Questo borgo non è una meta da visitare in fretta. Al contrario, invita a rallentare e ad ascoltare il ritmo naturale delle giornate. La cordialità degli abitanti e la bellezza discreta del paesaggio rendono l’esperienza autentica e rigenerante. Per chi cerca un viaggio lontano dai circuiti più affollati, Bivongi rappresenta una scelta ideale. Un piccolo grande tesoro nel cuore della Calabria, capace di sorprendere senza clamore. Foto di copertina: © Comune di Bivongi

Mammola, un borgo ricco di storia

Antonimina dista circa 15 chilometri da Mammola ed in auto ci vogliono circa 20 minuti. Adagiato sulle pendici dell’Aspromonte, Mammola è un affascinante borgo della provincia di Reggio Calabria che unisce arte, cultura e natura. Le sue origini risalgono all’epoca bizantina, e ancora oggi conserva l’impianto urbanistico medievale fatto di viuzze strette, piazzette raccolte e antichi edifici in pietra. Passeggiare per il centro storico significa fare un viaggio nel tempo, tra chiese secolari, portali scolpiti e angoli ricchi di fascino. La patria dello stoccafisso Mammola è famosa in tutta Italia per una specialità gastronomica: lo stoccafisso. Questo pesce, importato dai paesi nordici e lavorato con maestria secondo antiche ricette, è protagonista di numerose sagre e manifestazioni, come la celebre “Sagra dello Stocco” che ogni anno attira visitatori da ogni parte del Sud. Nei ristoranti locali si possono gustare piatti tradizionali a base di stoccafisso, sapientemente abbinato ai prodotti tipici del territorio come pomodori secchi, olive e olio extravergine d’oliva. Il MuSaBa: arte contemporanea tra i ruderi Una delle attrazioni più originali di Mammola è il MuSaBa, il Parco-Museo Laboratorio di Arte Contemporanea creato dagli artisti Nik Spatari e Hiske Maas. Situato tra i resti di un antico complesso monastico, il MuSaBa è un’esperienza unica dove arte, architettura e natura si fondono in un caleidoscopio di colori e forme. La grande opera “Il Sogno di Giacobbe“, che decora l’interno della chiesa principale, è uno straordinario esempio della visione artistica di Spatari. Tra natura e spiritualità Mammola è anche un ottimo punto di partenza per escursioni nel Parco Nazionale dell’Aspromonte. I sentieri immersi nel verde conducono a luoghi di grande suggestione, come il Santuario di San Nicodemo, meta di pellegrinaggi e immerso in un paesaggio incontaminato. Gli amanti del trekking e della natura troveranno nei dintorni di Mammola numerose opportunità per esplorare boschi, fiumi e altipiani. Un’esperienza da vivere con lentezza Visitare Mammola significa prendersi il tempo per scoprire un borgo autentico, dove la vita quotidiana si intreccia con l’arte e la memoria. È il luogo ideale per chi cerca un turismo lento, fatto di incontri genuini, sapori intensi e paesaggi che parlano all’anima. Mammola non è solo una tappa, ma una destinazione da vivere, tra emozioni e scoperte che lasciano il segno. Foto di copertina: © Comune di Mammola

Capo Bruzzano: la spiaggia che non ti aspetti

C’è un angolo di Calabria dove il paesaggio si mostra ancora intatto, sospeso tra mare e silenzio, lontano anni luce dalle rotte del turismo di massa. Capo Bruzzano è uno di quei luoghi che non si attraversano per caso: si scelgono, si cercano. E una volta raggiunti, non si dimenticano. Un tempo noto come Zefirio, questo promontorio domina una spiaggia sorprendentemente intatta, dove la sabbia conserva la sua trama naturale e la vegetazione spontanea arriva fino alla riva. Un paesaggio che sembra disegnato dalla memoria, ma che esiste davvero — e resiste. Una bellezza riconosciuta, ma non addomesticata A certificare l’unicità del luogo è intervenuta anche Legambiente, che ha inserito la spiaggia di Capo Bruzzano tra le undici più belle d’Italia. Un riconoscimento che va oltre la semplice estetica: qui si premia l’equilibrio tra natura, ecosistema marino, tutela del territorio. Non ci sono strutture invasive, né turismo organizzato. Solo un’ampia distesa di sabbia e mare, protetta dalla presenza silenziosa della scogliera. Fiori tra la sabbia e sculture di pietra Chi arriva fin qui nei mesi più miti, scopre un arenile punteggiato da piccoli fiori selvatici, che crescono tra le dune come minuscoli fuochi d’artificio botanici. La scogliera, che incornicia la spiaggia con eleganza ruvida, è modellata da secoli di vento e sale. Le sue forme richiamano silhouette surreali: archi, nicchie, rilievi scolpiti che la luce al tramonto trasforma in quinte teatrali. È un paesaggio che parla un linguaggio antico, fatto di materia e silenzio. Una meta per chi cerca ancora l’essenziale Capo Bruzzano non offre comodità, ma dà molto di più: uno spazio per fermarsi, ascoltare, osservare. Qui il viaggio si fa intimo, la spiaggia diventa luogo di contemplazione più che di consumo. Non è un rifugio “esotico”, ma una realtà possibile, in Italia, oggi. E proprio per questo così preziosa. Per chi ama perdersi — e poi ritrovarsi — in luoghi che sanno raccontarsi da soli, questa spiaggia rappresenta una parentesi rara. Un’esperienza che riporta il viaggio al suo significato più profondo: lasciarsi toccare da ciò che non è stato ancora alterato. Foto di copertina: Pannucci Stefano, CC BY-SA 4.0, via Wikimedia Commons

Itinerario Bizantino: Stilo, Bivongi e Gerace

La Calabria custodisce tesori storici e artistici di inestimabile valore, testimoni di un passato ricco e variegato. Un viaggio attraverso Stilo, Bivongi e Gerace offre l’opportunità di immergersi nell’eredità di un itinerario bizantino della regione, tra chiese antiche, monasteri e borghi medievali.​ Stilo: la perla bizantina Situata alle pendici del Monte Consolino, Stilo è celebre per la Cattolica, una chiesa del X secolo che rappresenta uno dei più importanti esempi di architettura bizantina in Italia. Questo piccolo tempio a pianta quadrata è sormontato da cinque cupole e al suo interno conserva affreschi di epoca normanna. Passeggiando per il borgo, si possono ammirare anche il Duomo e i resti del castello normanno, che offrono una vista panoramica sulla vallata dello Stilaro. Bivongi: tra spiritualità e natura A pochi chilometri da Stilo, Bivongi è noto per il Monastero di San Giovanni Theristis, un complesso monastico greco-ortodosso fondato nell’XI secolo. Immerso nel verde, il monastero è un luogo di pace e spiritualità, dove è possibile scoprire la storia dei monaci basiliani che vi abitarono. Nei dintorni, gli amanti della natura possono visitare le Cascate del Marmarico, le più alte della Calabria, raggiungibili attraverso sentieri che attraversano boschi incontaminati. Gerace: il borgo delle cento chiese Proseguendo verso sud, si giunge a Gerace, un incantevole borgo medievale noto per le sue numerose chiese. Il Duomo di Gerace, edificato tra l’XI e il XII secolo, è la più grande cattedrale normanna della Calabria e presenta una fusione di elementi architettonici bizantini e romanici. Le strette vie del centro storico conducono a piazze panoramiche e a edifici storici, come la Chiesa di San Francesco e la Chiesa di San Giovannello, quest’ultima di origine bizantina.​ Un viaggio nel tempo Questo itinerario offre un’immersione nella storia bizantina e medievale della Calabria, tra arte, cultura e paesaggi mozzafiato. Ogni tappa rivela aspetti unici di un passato che ha lasciato un’impronta indelebile nel territorio, rendendo questo viaggio un’esperienza indimenticabile per ogni appassionato di storia e bellezza.​ Mappa dell’itinerario bizantino

Villaggio Rupestre degli Sbariati (Zungri)

​La distanza in auto tra Antonimina e il Villaggio Rupestre degli Sbariati a Zungri è di circa 100 km, con un tempo di percorrenza stimato di 2 ore Nel cuore dell’Aspromonte, immerso in una natura aspra e affascinante, sorge uno dei siti più misteriosi e affascinanti della Calabria: il Villaggio Rupestre degli Sbariati. Situato nei pressi di Zungri, in provincia di Vibo Valentia, questo complesso scavato nella roccia racconta una storia millenaria, sospesa tra archeologia, spiritualità e leggende. Un insediamento unico nel suo genere Il villaggio degli Sbariati si estende su un costone roccioso di arenaria, lungo il fianco di una valle attraversata dal torrente Malopera. L’insediamento, di origine incerta ma probabilmente risalente tra l’alto Medioevo e l’epoca bizantina, è composto da oltre cinquanta grotte scavate a mano, collegate da cunicoli, gradini e piccole terrazze. Alcune grotte erano adibite ad abitazione, altre a magazzini o stalle, mentre una struttura più ampia, probabilmente una chiesa rupestre, suggerisce una funzione anche religiosa. Il mistero del nome Il nome “Sbariati” ha origini controverse e affascinanti. Secondo una delle interpretazioni più suggestive, deriverebbe dal dialetto calabrese e indicherebbe persone “sbandate”, rifugiatesi in questo luogo impervio per fuggire a persecuzioni o conflitti. Alcuni studiosi ipotizzano che si trattasse di monaci basiliani, altri di contadini in cerca di riparo. Qualunque sia la verità, il fascino del sito risiede anche in questo alone di mistero che lo avvolge. Un tuffo nella storia e nella natura Oggi il villaggio è visitabile grazie a un percorso naturalistico che si snoda tra vegetazione mediterranea e paesaggi di rara bellezza. Il silenzio del luogo, interrotto solo dal canto degli uccelli e dal fruscio del vento tra le rocce, rende la visita un’esperienza suggestiva e coinvolgente. Camminare tra le grotte scavate nella pietra offre un’immersione totale in un tempo lontano, in cui l’uomo viveva in simbiosi con l’ambiente. Un’esperienza fuori dai soliti itinerari Il Villaggio Rupestre degli Sbariati è la meta ideale per chi ama viaggiare alla scoperta di luoghi poco noti ma ricchi di fascino. Lontano dai percorsi turistici più battuti, questo sito rappresenta un’autentica perla dell’entroterra calabrese, capace di affascinare appassionati di storia, escursionisti e viaggiatori curiosi. Visitare Zungri e il suo villaggio rupestre significa scoprire una Calabria diversa, antica e profonda, dove ogni pietra racconta una storia che merita di essere ascoltata.

Capo Vaticano: la meraviglia della Costa degli Dei

La distanza in auto tra Antonimina e Capo Vaticano è di circa 86 km, con un tempo di percorrenza stimato di 1 ora e 30 minuti Affacciato sul Mar Tirreno, nella punta sud-occidentale della Calabria, Capo Vaticano è una delle mete più sorprendenti e affascinanti della regione. Celebre per le sue scogliere di granito bianco, le acque cristalline e i panorami mozzafiato, questo tratto di costa racchiude il meglio del Mediterraneo più autentico, ancora lontano dal turismo di massa. Un panorama che lascia senza fiato Capo Vaticano si trova a pochi chilometri da Tropea, nel comune di Ricadi, in provincia di Vibo Valentia. Dalla sua rupe alta oltre 100 metri, lo sguardo spazia fino alle Isole Eolie, regalando al tramonto scenari di rara bellezza. Questo promontorio è uno dei punti panoramici più suggestivi d’Italia, e basta una semplice passeggiata al belvedere per comprenderne la fama. Spiagge nascoste e mare caraibico Il vero tesoro di Capo Vaticano si trova sotto le sue scogliere: piccole baie sabbiose, accessibili a piedi o via mare, dove la natura regna incontrastata. Grotticelle, Praia i Focu e Tono sono alcune delle spiagge più amate, con fondali trasparenti e sabbia chiara che nulla hanno da invidiare a destinazioni esotiche. Lo snorkeling qui è un’esperienza imperdibile, grazie alla ricchezza di fauna marina e alle formazioni rocciose sommerse. Natura, miti e leggende Capo Vaticano è anche un luogo ricco di storia e suggestioni. Il suo nome deriva probabilmente dai “vaticinii“, gli oracoli che gli antichi attribuivano a questo promontorio, considerato sacro fin dall’epoca greca. Secondo la leggenda, qui si rifugiavano i sacerdoti per interpretare i segni del cielo e del mare. Oggi, il fascino mistico di questi luoghi sopravvive nell’atmosfera incontaminata e nel legame profondo con la natura. Una meta per viaggiatori curiosi Perfetto per chi ama il mare, il relax e i paesaggi autentici, Capo Vaticano offre anche agriturismi, piccoli resort e ristoranti dove gustare la cucina calabrese, tra ‘nduja, pesce fresco e vini locali. Nei dintorni si possono visitare borghi come Pizzo Calabro o esplorare sentieri escursionistici che attraversano macchia mediterranea e oliveti. Chi sceglie Capo Vaticano sceglie un angolo d’Italia ancora genuino, dove il tempo sembra rallentare e ogni giorno è scandito dal ritmo delle onde. Un invito a scoprire la Calabria più intensa, tra terra, mare e cielo.

Roghudi Vecchio: il fascino abbandonato dell’Aspromonte

La distanza in auto tra Antonimina e Roghudi Vecchio è di circa 80 km, con un tempo di percorrenza stimato di 2 ore Incastonato tra le pendici dell’Aspromonte, Roghudi Vecchio è un borgo fantasma della Calabria che racconta una storia antica fatta di resilienza, spopolamento e paesaggi mozzafiato. Abbandonato definitivamente negli anni ’70 a causa di devastanti alluvioni, oggi il paese è un luogo silenzioso ma incredibilmente suggestivo, dove le pietre delle case e le viuzze strette conservano ancora l’anima di chi lo ha abitato. Un borgo sospeso nel tempo Roghudi Vecchio si trova in provincia di Reggio Calabria, nel cuore dell’Area Grecanica, una regione storicamente legata alla cultura greco-calabra. Il borgo si adagia su uno sperone di roccia a oltre 500 metri di altitudine, circondato da gole e fiumare. Un tempo era difficile da raggiungere, oggi lo è ancora di più, ma forse è proprio questa la chiave del suo fascino: Roghudi non è una meta per turisti frettolosi, ma per viaggiatori curiosi e attenti. L’abbandono e il silenzio Le alluvioni del 1971 e 1973 resero Roghudi pericolosamente instabile. Le autorità decisero di evacuare l’intera popolazione, trasferita a Roghudi Nuovo, più a valle. Da allora, il borgo originario è rimasto disabitato, lasciando intatte le sue case in pietra, la chiesa e le piazze, oggi avvolte da un silenzio irreale. Camminare tra le sue strade significa fare un viaggio nel tempo, tra edifici sventrati, porte socchiuse e oggetti lasciati sul posto come se il tempo si fosse fermato. Un patrimonio culturale nascosto Roghudi Vecchio non è solo un paese abbandonato: è anche un simbolo della Calabria più autentica. Qui sopravvive ancora l’eco della lingua grecanica, parlata fino a pochi decenni fa, e resistono tradizioni popolari legate al mondo contadino e pastorale. Il borgo è spesso meta di escursionisti, fotografi e studiosi che ne apprezzano la bellezza malinconica e l’importanza etnografica. Un’esperienza fuori dal comune Visitare Roghudi Vecchio non è solo una gita: è un’esperienza. Occorre prepararsi a camminare, a osservare in silenzio e a lasciarsi toccare da un luogo che parla con la voce delle rovine. È il posto ideale per chi cerca qualcosa di diverso, lontano dai circuiti turistici classici, e desidera scoprire l’anima nascosta della Calabria. Un viaggio a Roghudi Vecchio è un invito a rallentare, ad ascoltare e a riscoprire il valore del tempo e della memoria.

Monasterace: un viaggio nel tempo tra storia e mito

Monasterace dista circa 55 km e ci voglio circa 1 ora e 30 minuti da Antonimina. Monasterace, perla della Calabria ionica, è un luogo dove il tempo sembra essersi fermato, custodendo tra le sue pietre millenarie storie e leggende che si intrecciano in un affascinante racconto. Situata nella provincia di Reggio Calabria, questa cittadina affaccia sul Mar Ionio con la sua frazione costiera, Monasterace Marina, e nasconde un patrimonio archeologico di inestimabile valore. Le vestigia di un passato glorioso Sulle colline che dominano la costa, si erge Monasterace Superiore, un borgo medievale che conserva intatto il fascino di un tempo. Passeggiando tra i vicoli, si possono ammirare i resti delle mura fortificate e gli edifici storici che raccontano di un passato glorioso. La Chiesa Matrice di Santa Maria Assunta, con il suo campanile imponente e gli interni riccamente decorati, è un esempio di architettura religiosa che merita una visita. Scendendo verso il mare, si scopre il vero cuore archeologico di Monasterace: l’antica città di Kaulon. Il Parco Archeologico dell’Antica Kaulon è un viaggio nel tempo che riporta alla luce i resti di un importante centro della Magna Grecia. Il tempio dorico dedicato ad Apollo, le terme pubbliche e le abitazioni private con i loro mosaici pavimentali, tra cui il famoso mosaico del drago, testimoniano l’antico splendore di questa città. Miti e leggende che avvolgono la città Monasterace non è solo storia e archeologia, ma anche un luogo avvolto da un’aura di mistero e magia. Numerose sono le leggende che si tramandano di generazione in generazione, alimentando il fascino di questa terra. Si narra, ad esempio, che il nome “Monasterace” derivi da un antico monastero bizantino, abitato da monaci custodi di segreti conoscenze. La leggenda della Fonte dell’Amore racconta di un’acqua miracolosa in grado di far innamorare chiunque la beva, mentre quella del Tesoro dei Normanni parla di un immenso tesoro nascosto nelle grotte circostanti. Non manca la leggenda della Nave Fantasma, un vascello spettrale che apparirebbe nelle notti di tempesta, presagio di eventi importanti. Queste storie, tramandate oralmente, contribuiscono a creare un’atmosfera suggestiva e affascinante, che cattura l’immaginazione di chi visita Monasterace. Un luogo da scoprire Monasterace è una destinazione ideale per chi desidera immergersi nella storia e nella cultura della Calabria. Le sue spiagge incontaminate, i paesaggi mozzafiato e la ricca offerta culturale la rendono una meta perfetta per un viaggio alla scoperta delle radici della civiltà mediterranea. Foto di copertina @ Profilo Fb Comune di Monasterace

Museo Archeologico Nazionale di Reggio Calabria

La distanza in auto tra Antonimina e il Museo Archeologico Nazionale di Reggio Calabria è di circa 86,6 km, con un tempo di percorrenza stimato di 1 ora e 30 minuti Il Museo Archeologico Nazionale di Reggio Calabria (MArRC) è una delle istituzioni culturali più importanti del Sud Italia. È dedicato, infatti, alla storia e all’archeologia della Magna Grecia. Situato nel cuore della città, il museo offre un affascinante viaggio tra le antiche civiltà che hanno popolato la Calabria. Un edificio storico: il Palazzo Piacentini Il museo è ospitato nel Palazzo Piacentini, progettato dall’architetto Marcello Piacentini negli anni Trenta del Novecento. L’edificio presenta una pianta quadrata ed è sviluppato su quattro piani. Inoltre, la struttura è stata concepita appositamente per accogliere collezioni museali. Per questo motivo, rappresenta uno dei pochi esempi italiani di architettura museale progettata ad hoc. Dopo importanti interventi di restauro e ampliamento, il museo è stato riaperto al pubblico nel 2016. Oggi offre spazi moderni e funzionali per la visita. Le collezioni: un viaggio nella storia Il percorso espositivo del MArRC si sviluppa su quattro livelli, ciascuno dedicato a un tema specifico. Ogni sezione è arricchita da pannelli informativi chiari e accessibili. Inoltre, sono presenti supporti multimediali e ricostruzioni. Tutto ciò facilita la comprensione del contesto storico e culturale dei reperti esposti. I Bronzi di Riace: tesori dell’arte greca Il vero fiore all’occhiello del museo è rappresentato dai Bronzi di Riace. Si tratta di due statue bronzee raffiguranti guerrieri, risalenti al V secolo a.C. Furono rinvenute nel 1972 nelle acque al largo di Riace. Attualmente, le statue sono esposte in una sala appositamente climatizzata. Inoltre, l’ambiente è dotato di avanzati sistemi antisismici. Per questo motivo, i Bronzi sono considerati tra i massimi capolavori dell’arte greca classica. Colpiscono, infatti, per la straordinaria fattura e per l’eccezionale stato di conservazione. Informazioni utili per la visita Il MArRC è aperto al pubblico dal martedì alla domenica, dalle 9:00 alle 20:00, con ultimo ingresso consentito alle 19:30. Il museo rimane chiuso il lunedì. Indirizzo:Piazza De Nava, 26 – 89100 Reggio di Calabria (RC)Biglietteria: +39 06 399 676 00 (Biglietteria)Centralino: +39 0965 61 39 88 (Uffici)​Email: man-rc@cultura.gov.itSito Web: MaARC

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